Il primo museo della Storia è stato costruito ad Alessandria d’Egitto. Era il luogo dedicato alle Muse, quindi all’Arte in tutte le sue espressioni. Tuttavia è con la creazione della Galleria degli Uffizi, finanziata da Cosimo de Medici e diretta da Giorgio Vasari, che il Museo diventa ciò che è ancora oggi: ovvero un edificio dove si entra ad ammirare i capolavori dell’arte e della scienza.
Che cos’è invece un Ecomuseo?
Innanzitutto, anche se in questo sito abbiamo parlato di “sale” dell’Ecomuseo, non è un edificio dove si possa entrare. Questa è la prima caratteristica un po’ spiazzante dell’ecomuseo, diversa da quello che siamo abituati a pensare riguardo a un museo.
Al pari degli alberghi diffusi, dove l’ospitalità non è concentrata in un singolo edificio, ma sparpagliata in una serie di stanze, case, baite, che permettono al visitatore di immedesimarsi e condividere maggiormente l’esperienza di vita del territorio, l’Ecomuseo è una sorta di museo diffuso, dove le cose da vedere non sono tutte relegate in un luogo, ma protette, difese e messe in evidenza proprio nel luogo dove sono state prodotte e continuano ad essere utilizzate.
Inoltre, l’Ecomuseo non sottrae gli oggetti da mettere in mostra al territorio per chiuderli sotto una teca, ma li lascia dove sono.
Quindi, cosa mette in mostra l’Ecomuseo?
Innanzitutto, quello che anche i musei mettono in mostra: manufatti pregevoli, siano essi opere d’arte o di ingegneria. Una statua, una chiesa, un affresco, ma anche un ponte, una diga, un canale navigabile.
L’ecomuseo proprio grazie alla sua natura diffusa, può permettersi di mettere in mostra quello che nessun museo potrà mai ospitare: ovvero il paesaggio stesso, gli abitanti che lo hanno plasmato, le abitudini, i modi di vita.
Anche l’Ecomuseo, come il museo, nasce dal bisogno di preservare, ma in questo caso non si tratta di proteggere e tramandare ai posteri degli oggetti, bensì di proteggere e tramandare ai posteri un modo di vivere sul territorio. Questo spiega perché all’origine degli Ecomusei, teorizzati e messi in pratica per la prima volta in Francia da Hugues de Varine, vi era proprio la necessità di preservare per i posteri lo stile di vita rurale tipico della campagna francese, minacciata dall’industrializzazione e dallo spopolamento causato dal trasferimento in massa dei contadini in città.
Quindi, quando vi recate in visita all’Ecomuseo Adda di Leonardo, se a un certo punto arrivate al fiume e non trovate più i cartelli, non chiedetevi dove sia l’ingresso ma guardatevi in giro: siete già entrati, l’Ecomuseo è attorno a voi. Buona visita!